lunedì 31 dicembre 2012

FABRIZIO GIULIMONDI, ROMANZO DI FINE ANNO: "CHESIL BEACH" DI IAN MCEWAN


Chesil Beach
Romanzo di fine anno!

Chesil Beach” dello scrittore britannico  Ian McEwan (Einaudi).

Storia d’amore, fra intellettualismi e imbranataggine, dell’accademico Edward con la violinista Florence (e la mia mente va alle impareggiabili pagine di Che cosa è la letteratura di Sarte sulla parola Florence, che evoca una bella donna ma anche la superba città di Firenze), nella Inghilterra elisabettiana  dominata dalla repressiva educazione inglese, dai loro primi incontri, al fidanzamento, al matrimonio, sino  alla prima tragicomica notte di nozze, raccontata con elegante sensualità e qualche tocco di ironia.

Il filosofo esistenzialista francese sembra sia un terzo incomodo per tutta la narrazione proprio per l’uso che l’Autore compie del linguaggio, con il quale gioca e fa divertire il lettore: l’aggettivazione è ricca, esuberante e variopinta; i verbi sono utilizzati in maniera eccentrica (le piccole onde che sculacciano la barca) e poetica (sciabolio delle piccole onde); i vocaboli sono affascinanti e pieni di significato (mesmerizzare); espressioni curiose cospargono qua e là i periodi ( imbottitura di premuroso silenzio). Lo sviluppo narrativo si alterna tra l’arco temporale 1940-1945 (bombardamento missilistico hitleriano su Londra) e il periodo che abbraccia la fine del 1950 ed i primi anni del 1960, che il lettore focalizza grazie a distratti richiami a Kennedy, alla invasione del canale di Suez, alla costruzione del muro di Berlino e  all’inizio della corsa al riarmo nucleare.

Il libro ha una sua colonna sonora, nelle vellutate sinfonie di un austero quartetto d’archi. Il finale è triste e malinconico.

Fabrizio Giulimondi

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