venerdì 24 agosto 2012

LAVORO E DIRITTI


LAVORO E DIRITTI DI FABRIZIO GIULIMONDI

La c.d. riforma Fornero del mercato del lavoro privato è entrata in vigore lo scorso 18 luglio. Professore,in breve, in cosa consiste la  tanto dibattuta modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori? 
 La legge 28 giugno 2012, n. 92 prevede :
a) per quanto riguarda il  licenziamento “discriminatorio”non cambia nulla: reintegra nel posto di lavoro e risarcimento danni;
b) per il licenziamento “disciplinare”- vero cuore della tematica- la reintegra è quasi impossibile perché  il datore  dovrebbe essersi inventato tutto oppure  avrebbe  dovuto disporre il licenziamento in luogo di una sanzione più lieve;
c) per il licenziamento “per motivo oggettivo”, la reintegra è limitata all’ipotesi di “manifesta insussistenza” del fatto addotto come motivo del licenziamento, applicandosi altrimenti la sola sanzione economica.
d) Nel licenziamento “per riduzione di personale”non si da  più luogo a reintegra, ma solo a una indennità economica.

Le Organizzazioni Sindacali hanno contestato molto anche le nuove categorie dei contratti a termine….
Infatti  è sul contratto a termine che la riforma Fornero ha dato, contrariamente alle promesse, briglia sciolta al precariato.
Seppur il rapporto di lavoro a tempo indeterminato rimane  il caposaldo del sistema,  sussistono nella normativa in esame  robuste  deroghe che vanno nel senso di un accesa flessibilità proprio in seno ai contratti di lavoro a termine. Tale categoria contrattuale  è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo o organizzativo, requisiti che possono però anche non sussistere nella ipotesi di primo contratto di lavoro a tempo determinato, obbligatoriamente   di durata non superiore a dodici mesi.
In realtà, assemblando  in maniera accorta i vari tipi contrattuali previsti dalla riforma Fornero, può essere  realizzato un  precariato permanente.

E gli ammortizzatori sociali?
La  parte della legge 92/2012 relativa agli “ammortizzatori sociali” entrerà in vigore nel 2016 ed è espressione di una cultura maltusiana a livello sociale. Infatti al primo soffio di difficoltà le imprese potranno licenziare perché viene meno l’istituto della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria,   tradizionale strumento in forza del quale sono rimaste aperte fabbriche come la Fiat, la Breda, l’Ansaldo, Finmeccanica, aziende che sono riuscite a ristrutturarsi anche grazie alla CIGS.

Nessun commento:

Posta un commento