mercoledì 6 dicembre 2017

“COME SI COMANDA IL MONDO. TEORIE, VOLTI, INTRECCI” DI GIORGIO GALLI E MARIO CALIGIURI (RUBBETTINO)

Come si comanda il mondo
Come si comanda il mondo. Teorie, volti, intrecci”, di Giorgio Galli e Mario Caligiuri (Rubbettino) - lavoro saggistico, significativo e originale, scritto dal decano dei politologi italiani (Giorgio Galli) e da uno dei massimi studiosi di intelligence in Italia (Mario Caligiuri - :
·       affronta un tema decisivo del XXI secolo: il controllo del potere che si sta trasformando in maniera rapidissima;
·       mette insieme fatti notissimi e li incrocia tutti insieme per definire un quadro di analisi inedito e sconvolgente;
·       approfondisce uno studio del Politecnico di Zurigo che individua le 50 multinazionali finanziarie più capitalizzate del mondo;
·       interpreta le vicende della cronaca politica ed economica con lo sguardo di chi intende individuare le reale tendenze di questo tempo;
·       rileva che oggi il fatturato di alcune multinazionali è superiore a quello degli Stati, per cui il potere si è trasferito in gran parte dal pubblico al privato, con un ritmo inarrestabile da un governo statuale ad uno a - statuale  cui, forse, non si può più tornare indietro;
·       evidenzia che il potere, più che nelle mani dei rappresentanti politici individuati dai cittadini, probabilmente è detenuto in misura dagli amministratori delegati e dai presidenti delle multinazionali e, a tale scopo, individua le “65 persone che comandano il mondo” (nell’appendice vengono specificamente indicati);
·       definisce i rapporti tra le multinazionali tra di loro e le agenzie di rating, che nell’economia mondiale hanno un forza di orientamento spropositato e non disinteressato, come lo studio dimostra;
·       individua il ruolo delle università più significative dove ha studiato questa élite mondiale, dove vengono elaborate le teorie di interpretazione dell’economia, dove vengono diffuse le idee con le quali si governa il mondo;
·       pone in relazione le multinazionali oggetto dello studio con alcune delle vicende più scottanti di questi ultimi anni: Wikileaks con la rivelazione di dispacci riservati dai quali emergono le interrelazioni tra governi e multinazionali; e Panama Papers, con i casi dei paradisi fiscali dove l’economia diventa tutta opaca;
·       analizza il ruolo dei veri o presunti “superclub planetari”: dalla Trilateral Commission al Gruppo Bilderberg, dalla Skull and Bones alle Ur-Lodge;
·       approfondisce i finanziamenti nelle campagne elettorali delle presidenziali statunitensi evidenziando l’incidenza di quelli che provengono dalle multinazionali più imponenti;
·       definisce un nuovo ruolo dell’intelligence negli equilibri mondiali, considerato come elemento di stabilizzazione del potere politico per contrastare le derive del potere economico e l’invadenza delle organizzazioni criminali;

·       argomenta con il supporto di un’imponente rassegna di fonti e  di una bibliografia che affronta la vastità, densità e delicatezza dei temi affrontati da diversi, e a volte contrastanti, punti di vista;
·       disserta con l’ausilio di appendici grazie alle quali, già ad una prima lettura, si può avere un quadro d’insieme illuminante degli intrecci fra economia e governi statuali, sovra e inter-statuali;
·       propone una valutazione non scontata sulle dinamiche del potere del XXI secolo il cui problema principale è costituito dal costante controllo sull’élite economica e finanziaria da parte di una Comunità di cittadini (cittadini, non sudditi) adeguatamente  istruita.
Fabrizio Giulimondi




martedì 5 dicembre 2017

FABRIZIO GIULIMONDI: "SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA NEL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI (D.LGS. N. 56 DEL 19 APRILE 2017, CORRETTIVO DEL D.LGS N. 50 DEL 18 APRILE 2016)"


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La trasparenza è inversamente proporzionale alla corruzione: la trasparenza è uno dei più incisivi mezzi per contrastare il fenomeno della corruttela. Le nuove tecnologie telematiche ed elettroniche potenziano enormemente la trasparenza, oltre, in seno ai procedimenti amministrativi - a partire dalle procedure ad evidenza pubblica -  supportare gli imprenditori onesti, e nei processi civili, penali ed amministrativi   agevolare le parti processuali e ridurne i tempi di durata. non solo.  La semplificazione delle procedure con abbattimento e ridimensionamento di prescrizioni, obblighi, adempimenti, specie mel settore degli appalti pubblici, è il veicolo razionale per contrastare nel modo più efficace possibile gli inquinamenti malavitosi, fornendo agli operatori economici onesti la possibilità’ di accedere alle gare pubbliche, allontanando quelli corrotti e disonesti, creando un circuito virtuoso nella economia italiana.
Se la corruzione incide in termini di pil sul benessere degli italiani, l’attivarsi di un circuito virtuoso nel campo dei contratti pubblici porterà inevitabilmente ad un deciso incremento del reddito pro capite. La stessa pubblica amministrazione ne ha un grande vantaggio acquisendo beni prodotti, manufatti, servizi e forniture di alto livello qualitativo con un accettabile esborso di denaro pubblico.
 I vocaboli (e la conseguente loro operatività’) come trasparenza, digitalizzazione/telematizzazione-semplificazione sono i cardini per un efficientamento delle procedure ad evidenza pubblica, dei procedimenti e dei processi amministrativi (nonché di quelli civili, penali e tributari).
Il nuovo codice degli appalti (d.lgs. 50/2016) conduce innovazione nell’e-procurement pubblico sia per l’obbligo di digitalizzare le procedure di tutti i contratti pubblici e rendere interoperabili i dati delle pubbliche amministrazioni, sia per una lunga serie di novità che riguardano l’applicazione delle tecnologie a bandi, gare, processi di aggiudicazione, acquisti. Il d.lgs 50/2016 disciplina tutti i contratti di appalto e di concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori per l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, concorsi pubblici di progettazione. I criteri di fondo che le procedure devono rispettare: economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell’ambiente ed efficienza energetica.
·        Contratti di sponsorizzazione: devono essere pubblicati sul sito web della stazione appaltante almeno 30 giorni prima, se di importo superiore a 40mila euro. Nel dettaglio, va pubblicato un avviso con il quale si rende nota la ricerca di sponsor per specifici interventi, o si comunica l’avvenuto ricevimento di una proposta di sponsorizzazione, indicando sinteticamente il contenuto del contratto proposto.
·        Progettazione dei lavori pubblici: l’uso di metodi e procedimenti elettronici può essere richiesto dalle stazioni appaltanti per nuove opere o lavori di recupero, riqualificazione, varianti. Questi strumenti elettronici, “utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari” per “non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualità tra i progettisti.
·        Trasparenza: vanno pubblicati sul sito, nella sezione “amministrazione trasparente”, tutti gli atti di amministrazioni aggiudicatrici e enti aggiudicatori relativi a programmazione di lavori, opere, servizi e forniture, procedure per l’affidamento di appalti pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi pubblici di progettazione, di concorsi di idee e di concessioni.
Tutti gli atti sopracitati vanno pubblicati anche sul sito del ministero dei trasporti e sulla piattaforma ANAC (anche tramite i servizi informatizzati regionali e le piattaforme regionali di e-procurement interconnesse).
·        Stazioni appaltanti: fra i requisiti premianti ai fini della qualificazione di stazioni appaltanti e centrali di committenza la disponibilità di tecnologie telematiche nella gestione di procedure di gara.
Obbligo di comunicazioni elettroniche anche comunicazioni e scambio di informazioni per il processo di aggiudicazione svolte da centrali di committenza, che dal 10 ottobre 2018 verrà esteso a tutte le stazioni appaltanti.
·        Procedure di affidamento: c’è l’obbligo di digitalizzarle interamente. la digitalizzazione avviene anche attraverso l’interconnessione per interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni. Lo stesso art. 44 prevede anche la definizione di migliori pratiche (best practise) riguardanti metodologie organizzative e di lavoro, metodologie di programmazione e pianificazione, individuazione dati rilevanti, raccolta, gestione ed elaborazione dati, soluzioni informatiche, telematiche e tecnologiche di supporto. 
·        Sistema dinamico di acquisizione: è un procedimento interamente elettronico, si utilizza per acquisti di uso corrente, è aperto per tutto il periodo di efficacia a tutti gli operatori economici che soddisfino i criteri di selezione. può essere diviso in categorie definite di prodotti, lavori o servizi sulla base delle caratteristiche dell’appalto da eseguire.
·        Aste elettroniche: è uno strumento che, le stazioni appaltanti possono prevedere, strutturando l’asta come un procedimento elettronico per fasi successive che interviene dopo una prima valutazione completa delle offerte e consente di classificarle sulla base di un trattamento automatico. Non sono ammesse aste elettroniche nel caso di aggiudicazione di lavori o prestazioni intellettuali, non classificabili in base a trattamento automatico. il ricorso all’asta elettronica va indicato nel bando di gara.
·        Cataloghi elettronici: quando sono previste comunicazioni elettroniche, le stazioni appaltanti possono chiedere di presentare le offerte sotto forma di catalogo elettronico (quindi, predisposto in base a specifiche procedure e formato).
·        Procedure telematiche di negoziazione: ci sono una serie di requisiti da rispettare, in materia di documento informatico e firma elettronica ma non solo, perché i sistemi digitali non alterino la parità di accesso agli operatori, non impediscano, limitino o distorcano la concorrenza. le regole tecniche sono stabilite dall’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) con la circolare n. 3 del dicembre 2016.

·        Decreto correttivo (d.lgs. 56/2017): sullo schema di decreto correttivo si era espressa, fra gli altri, la commissione speciale del consiglio di stato che, con un parere, ha evidenziato il permanere di molte criticità e sollevato importanti dubbi, soprattutto sotto il profilo metodologico del decision making process e dell’accuratezza delle proposte correttive formulate nel testo del decreto appena approvato.
Il decreto correttivo, peraltro già previsto dalla stessa legge delega 11/2016, si propone innanzitutto di correggere i numerosi errori e refusi presenti nel testo. Al contempo, il decreto correttivo dovrebbe soprattutto permettere di intervenire sulle norme a seguito dell’attività di monitoraggio e valutazione ex post dell’impatto della regolamentazione, per verificare se la riforma “annunciata” ha effettivamente raggiunto gli obiettivi attesi e quali impatti concreti ha avuto nella prassi applicativa.
·        Trasparenza: gli obblighi di pubblicazione diventano più penetranti: all’elenco di “tutti gli atti” che devono essere oggetto di pubblicazione, relativi alla gara pubblica, alle programmazioni degli acquisti, e in generale alle procedure di affidamento, si aggiungono la pubblicazione della composizione della commissione giudicatrice (nel caso di gara all’offerta economicamente più vantaggiosa) e i curriculum dei componenti.
·        Ai fini del decorso del termine per il ricorso al tar avverso gli atti di ammissione o esclusione dei concorrenti dopo la “verifica della documentazione attestante l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’art. 80”, nonché dei requisiti speciali, non è più sufficiente la pubblicazione, entro 2 giorni dalla data di adozione degli atti, sul sito istituzionale; occorre, altresì, una espressa comunicazione ai concorrenti di tali ammissioni/esclusioni, e soprattutto la concreta disponibilità di tali atti (e quindi della effettiva conoscenza delle motivazioni delle ammissioni/esclusioni che si intende contestare).
·        Ulteriore rilevante novità è costituita dall’obbligo di indicare sugli atti la data di pubblicazione sul profilo istituzionale dell’amministrazione (all’evidente fine di offrire certezza ai concorrenti in ordine alla possibilità effettiva di prendere visione di tali atti).
·        La novità più importante è tuttavia la seguente previsione: “i termini cui sono collegati gli effetti giuridici della pubblicazione decorrono dalla pubblicazione sul profilo del committente” (ossia della stazione appaltante pubblica).
A parte, quindi, i bandi di gara, i cui effetti decorrono dalle pubblicazioni espressamente previste (Gazzetta Ufficiale e, in seguito, piattaforma digitale ANAC dei bandi, ancora non disponibile), per tutti gli altri atti relativi alle gare (come, ad esempio, la composizione della commissione, l’aggiudicazione definitiva, eventuali verbali di gara che dispongano l’esclusione ad esempio in seguito all’esame dell’offerta tecnica) la decorrenza dei termini per il ricorso giurisdizionale dovrà essere computata a partire dalla pubblicazione sul sito internet istituzionale dell’ente.
·        Semplificazione per gli affidamenti diretti: sarà possibile un atto unico per l’affidamento per gli affidamenti inferiori ad euro 40.000,00 l’affidamento diretto può essere disposto con atto unico che ricomprenda, sia la determina a contrarre che gli elementi di un ordinario atto di affidamento (oggetto, importo, fornitore, ragioni della scelta del fornitore, possesso requisiti). Prassi già diffusa per gli enti, l’atto “unico” per l’affidamento diretto trova quindi adesso anche un espresso riconoscimento legislativo: non sarà più necessario far precedere anche l’affidamento diretto da una apposita determina a contrarre, invece obbligatoria in tutti gli altri casi.
·       Protocollo di intesa DNA- PNA stipulato in data 13 novembre 2017 per un reciproco scambio di dati e informazioni per una maggiore trasparenza nella pubblica amministrazione in chiave di contrasto al fenomeno della corruttela e delle infiltrazioni mafiose nelle procedure degli appalti, che costituisce una delle aree più esposte al rischio di infiltrazioni criminali ed in particolare delle organizzazioni mafiose.
E’ finalizzato a prevedere la partecipazione della DNA in iniziative formative congiunte in favore di magistrati, del personale dipendente da ANAC o da altre amministrazioni pubbliche, o anche nei confronti di soggetti pubblici stranieri.
Per favorirne il rapido inserimento nella banca dati di cui la DNA dispone, ANAC comunicherà al momento dell’inserimento dell’annotazione nel casellario delle imprese gli operatori economici ed i soggetti coinvolti segnalati dalle DDA. Ove ne ravvisi la necessità per le proprie finalità istruttorie, ANAC potrà comunicare alla DNA i nominativi dei cd. whistleblower affinché, attraverso l’utilizzo delle banca dati di cui dispone, la DNA svolga gli opportuni accertamenti fornendo le possibili informazioni relative agli atti processuali ostensibili, così da consentire ad ANAC adeguate valutazioni.
La DNA, al fine di rendere più efficace il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dell’evidenza pubblica, solleciterà le DDA e più in generale le procure alla sottoscrizione del protocollo di intesa con ANAC.
Nel caso in cui ANAC - nel corso dell’attività istruttoria o ispettiva in materia di contratti pubblici, o comunque delle attività di contrasto alla corruzione – individui profili innovativi nelle metodologie corruttive o in altre forme di illiceità penale che, per la loro diffusione o per modalità di penetrazione, possano far ipotizzare l’ingerenza di organizzazioni mafiose, ne informerà, oltre che l’autorità giudiziaria ritenuta territorialmente competente, la DNA.
In tutti i casi in cui dagli accertamenti compiuti da ANAC nell’ambito dell’attività istruttoria e/o ispettiva in materia di contratti pubblici, emergano sufficienti indizi per ritenere che il libero esercizio di un’attività economica o imprenditoriale sia direttamente o indirettamente sottoposto alle condizioni di intimidazione mafiose,  ANAC comunicherà i suddetti elementi alla DNA al fine di consentire alla stessa, ove ne ricorrano i presupposti, l’esercizio del potere di proposta dell’amministrazione giudiziaria dell’azienda.
La DNA collaborerà con ANAC per fornire alle prefetture dati informativi nel quadro delle attività condotte dalle stesse nel settore della prevenzione e del contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti pubblici.
·       PA e digitalizzazione (criticità): dall’osservatorio della Commissione UE emergono però anche alcune ombre, legate allo scarso accesso a internet per usufruire dei servizi pubblici. Sotto la voce e-government si legge infatti che nel nostro paese solo il 24% dei cittadini utilizza la rete per interagire con la pubblica amministrazione, con un aumento di appena 4 punti percentuali negli ultimi 9 anni e contro una media nei 28 paesi UE del 48%. Non va meglio con l’uso della rete per accedere alle informazioni delle PA (19% contro media ue al 42%). Il risparmio sui costi è la grande priorità dei piani di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. Servono però un’azione organica, roadmap delineate e obiettivi precisi: “La PA italiana – ha affermato Carlo Mochi Sismondi, Presidente di Forum PA - che è stata tra le prime negli anni ’90 a dare inizio ad una trasformazione digitale dei servizi, è rimasta però fortemente indietro in termini della loro diffusione e fruibilità e, spesso, non ha usato il digitale per trasformare processi e modelli organizzativi. Qui è la sfida e qui si orienterà lo sforzo di informazione, formazione e confronto fra soggetti della PA. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione costituiscono il più potente strumento di cui i governi, aziende e soggetti del terzo settore dispongono oggi per risolvere le grandi sfide mondiali delineate dall’agenda 2030”. il digitale, rappresenta un fondamentale acceleratore del processo di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, che potranno essere realizzati sia avvalendosi delle tecnologie esistenti e già largamente diffuse a livello globale, sia sfruttando, e in alcuni casi orientando, gli sviluppi futuri dell’innovazione comunicativa tecnologica.

Fabrizio Giulimondi



venerdì 1 dicembre 2017

"BORG McENROE" DI JANUS METZ PEDERSEN


Il 5 agosto 1980 è stato il giorno di uno scontro tennistico di potenza titanica al confine con il mitologico.
Lo svedese Björn Borg e lo statunitense John McEnroe si sono sfidati all’ultimo sangue. Lo svedese, l’“Uomo di Ghiaccio”, si gioca il ruolo di leggenda: divenire il quinto vincitore consecutivo a Wimbledon.
Borg McEnroe, di Janus Metz Pedersen, è un film di grande valore estetico ed etico, carico di energia e lotta interiore, che riprende lo schema di “Rush”, in cui si contendevano il titolo mondiale di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda. Dalla Formula 1 al tennis, stesse rivalità, stessa tensione a fior di pelle. Nel film di Pedersen l’attenzione, però, si concentra soprattutto sulla sfida spasmodica di Borg con se stesso.
Borg si confronta con le sue paure, le sue angosce, le sue paranoie, evocando anche la propria vita di fanciullo e ragazzo. Anche McEnroe, a sua volta, è proiettato nel suo passato di fanciullo e di ragazzo: McEnroe l’esagitato, McEnroe lo psicotico.
Borg sente la pressione del Mondo intero, l’ansia da prestazione arriva alla somatizzazione. L’algido senza emozioni Borg non è stato sempre così. Ora, però, ogni atto di rabbia, ogni ansia, ogni scatto di ira si trasformano in un colpo di racchetta, un colpo alla volta, sino ad accumulare vittorie su vittorie.
Adesso Borg deve affrontare la sfida delle sfide. McEnroe possiede un tiro mancino micidiale che cancella il disprezzo che il pubblico prova per il suoi insulti verso gli spalti e gli arbitri.
Due giganti del tennis a confronto nella veste di atleti e uomini.
La rivalità fra Borg e McEnroe, come per Coppi e Bartali, come per Lauda e Hunt, è un racconto di vera amicizia, perché i rivali nutrono una immane stima per l’altro, e senza l’altro loro non sarebbero i campioni che sono diventati. John McEnroe al pari di James Hunt è genio e sregolatezza; Borg similmente a Niki Lauda è compostezza, concentrazione, disciplina. Ma Borg è ossessivo nelle sue superstizioni e i comportamenti che precedono ogni gara rasentano la follia, affini a riti pagani.
Nel gioco del tennis la personalità dei giocatori costituisce la prima componente del competitore, poiché i tennisti sono l’uno contro l’altro mentre un Universo li osserva, li scruta, li giudica, li ama o li demonizza. Il film entra dentro queste due personalità e ciò che si nasconde dietro, a fianco e davanti.  
Due attori straordinari che incarnano l’essenza dei due protagonisti, avvicinandosi in maniera quasi perfetta alla fisicità, alla mimica ed alle movenze dei veri Borg e McEnroe: in Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf vedrete Borg e McEnroe.
Non staccherete mai gli occhi dallo schermo e la lunga parte finale del secondo tempo dedicata alla partita del 5 agosto vi rapirà: ogni respiro, ogni battito cardiaco, ogni muscolo, ogni nervo teso, saranno i vostri respiri, battiti cardiaci, muscoli e nervi.

Fabrizio Giulimondi


lunedì 27 novembre 2017

"THE PLACE" DI PAOLO GENOVESE

The Place” di Paolo Genovese (il regista di "Perfetti sconosciuti", vincitore del Premio David di Donatello 2016), con una spremuta di attorialità italica di primo livello, è un film estremamente affascinante, suggestivo e misterioso - che potrebbe aspirare a  fare il bis nel 2018 –  sul libero arbitrio, la Coscienza, il Bene e il Male, la capacità di discernimento di ogni essere umano, la sempre maggiore e compulsiva primazia dei desideri sull’etica, sul rispetto dell’altro essere umano, la sua integrità fisica e morale, la sua vita.
Un mimicamente impareggiabile Valerio Mastandrea incarna un personaggio che “vive” in un bar-ristorante chiamato “The Place” e, che si intrattiene dalla mattina alla sera con una variegata Umanità da cui riceve ogni sorta di richiesta; ad ognuna di queste l’oscuro “sensale” propone in cambio il compimento di un atto, generalmente malvagio. Sarà più forte l’impulso alla soddisfazione delle proprie necessità o il limite non oltrepassabile del bene altrui e di non porre in essere atti cattivi?
Sabrina Ferilli ricopre le vesti della proprietaria del locale, signora curiosa, osservatrice ma apparentemente inconsapevole di ciò che avviene nel suo “The Place”.
Gli altre straordinarie attrici e valenti attori (Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio muccino, Alba Rohwacher, Vittoria Puccini, Silvia D’Amico, Rocco Papaleo, Giulia Lazzarini, Vinicio Marchioni)  rappresentano la pulviscolare e crepuscolare “Umanitas” in cerca di una perenne soddisfazione fisica, materiale, psicologica o morale, dimentica dei bisogni e delle necessità degli altri, priva anche delle più elementari regole di convivenza civile, in cui bombe, stupri, rapine, pestaggi, falsità e assassini di bambini costituiscono soltanto  una modalità di raggiungimento dei propri scopi.
E’ un film sulle buone intenzioni di cui è lastricata la strada per l’Inferno e sui “particolari” (Il diavolo è in essi, vero?)
La domanda a cui dovrete rispondere una volta vista la pellicola è la seguente: chi interpreta Mastandrea? E chi la Ferilli?


Fabrizio Giulimondi



venerdì 24 novembre 2017

FABRIZIO GIULIMONDI: "GIORNATA SULLA VIOLENZA ALLE DONNE, FRA DIRITTO E CULTURA O, MEGLIO, FRA CULTURA E DIRITTO"



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VIOLENZA ALLE DONNE
(violenza  psicologica, fisica e sessuale; atti persecutori  - stalking - ; stupro; “femminicidio”  → discriminate in base al sesso).

DATI

1)   Non esiste definizione comunemente accettata di “femminicidio”, ma a differenza di “omicidio” si presuppone l’esistenza di una relazione autore/vittima: ISTAT.
A. 149 omicidi di donne nel 2016, quasi 3 su 4 sono stati commessi nell’ambito familiare: 59 donne sono state uccise dal partner, 17 da un ex partner e altre 33 da un parente.
B.  Nel 2016, i maschi vittime di omicidio sono 251 e tra questi 15,9% sono stati uccisi nell’ambito delle relazioni familiari.
3)   PAURA DI DENUNCIARE: Scarto sensibile fra il numero di intervistate che riferiscono di essere state vittime di aggressioni, minacce e violenze sessuali e il numero di coloro che dichiarano di avere denunciato i fatti alle Autorità competenti (ISTAT)

QUALI SONO LE AZIONI

1)   Prevenire il fenomeno della violenza contro le donne attraverso l'informazione e la sensibilizzazione della collettivita', rafforzando la consapevolezza sul processo di eliminazione della violenza contro le donne e sulla soluzione dei conflitti nei rapporti interpersonali;
2)    sensibilizzare gli operatori dei settori dei media per la realizzazione di una comunicazione e informazione, anche commerciale, rispettosa della rappresentazione di genere e, in particolare, della figura femminile anche attraverso l'adozione di codici di autoregolamentazione da parte degli operatori medesimi;
3)    promuovere un'adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere e promuovere, nella programmazione didattica curricolare ed extracurricolare delle scuole di ogni ordine e grado, la sensibilizzazione, l'informazione e la formazione degli studenti al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un'adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo;
4)      potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza;


COME SI COMBATTE

LA LOTTA ALLA VIOLENZA ALLE DONNE PARTE DALLO SVILUPPO DELLA CULTURA, VOLTA AL RISPETTO DELLA DIGNITA’ DELLA DONNA, COME PERSONA

E’ importante che anche gli uomini scendano in campo per contrastare la violenza sulle donne.


GLI STRUMENTI CI SONO MA SERVE INFORMAZIONE: A partire dal recepimento delle Convenzioni di Lanzarote e Istanbul abbiamo ormai norme efficaci e innovative, ma affinché si radichino nella coscienza di ciascuno di noi c' è necessità di un’articolata azione informativa ed educativa, in sinergia con i responsabili dei vari settori. TUTTO OGGI SI CONCENTRA SUL RUOLO DELLA PREVENZIONE.

Occorre un’azione collettiva che faccia leva sull’interdisciplinarietà (istruzione, giustizia, interno, salute, politiche sociali, pari opportunità'), dando piena attuazione al piano antiviolenza (LUGLIO 2015) e predisponendo anche 'protocolli operativi di azione e di difesa preventiva' per la tutela delle vittime di atti violenti.

Molto importante è il sostegno alle politiche educative che a partire dalle scuole consentano ai bambini la PARI DIGNITÀ DI UOMINI E DONNE nella società civile e nel mondo del lavoro, riequilibrando i modelli e gli STEREOTIPI culturali tradizionali, anche nell’ottica del rispetto delle nuove forme di affettività. Occorre imparare e trasmettere il senso di una nuova “educazione alle emozioni che aiuti bambini e ragazzi a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni per migliorare la capacità di gestire e comunicare le emozioni stesse.
 Questi nuovi modelli educativi e le azioni preventive, a mio avviso, saranno un’importante controspinta alla violenza alle donne.

Rete di contatti tra MAGISTRATURA, FORZE DELL’ORDINE, OPERATORI SANITARI, ISTITUZIONI E VOLONTARIATO
        Esempio: previsione di un obbligo, in capo alle istituzioni pubbliche che ricevono segnalazioni di reati di stalking o maltrattamenti, di fornire alle vittime tutte le informazioni sui centri anti-violenza del territorio .

IL PRIMO PASSO NORMATIVO

Presa di coscienza da parte del legislatore della violenza alle donne come fenomeno collettivo, eccedente la mera sfera individuale delle vittima e idoneo, come tale, a costituire una valida minaccia ad un corretto sviluppo della società democratica.

CONVENZIONE DEL CONSIGLIO DI EUROPA, 11 maggio 2011 (di ISTANBUL), per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, recepita con decreto legge n. 93 del 2013, convertita con legge n. 119 del 2013.

1.     recepisce a livello nazionale la definizione di violenza domestica che riflette tendenze e principi già affermatisi in ambito internazionale: tale forma di violenza è riferibile “a uno o più atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima”.
2.  con l’espressione “violenza nei confronti delle donne” si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata (Art. 3).
3.       prevede l’esistenza di un gruppo di controllo, il Grevio, che ha il compito di vigilare e valutare, attraverso rapporti periodici forniti dagli Stati, le misure adottate in modo da garantire politiche integrate in grado di far dialogare tra loro i vari settori coinvolti. In Italia è necessario garantire alla vittima un coordinamento tra servizi territoriali, centri antiviolenza e assistenza sanitaria, per valorizzare l’identità e l’autonomia delle donne e promuovere campagna di sensibilizzazione e formazione a vari livelli (l'educazione al rispetto è irrinunciabile per instaurare un'autentica cultura di reciprocità). Tale garanzia deve essere assicurata dalle Prefetture in forza di Protocolli di Intesa (già da esse promossi e stipulati o ancora da promuovere) fra gli enti competenti, interessati e coinvolti. Le Prefettura nell’ambito territoriale di propria competenza debbono svolgere un ruolo di direzione e raccordo. LE BEST PRACTICE SONO FONDAMENTALI PER PRENDERE AD ESEMPIO E REDIGERE I MIGLIORI PROTOCOLLI D’ INTESA E ATTUARE I MIGLIORI CODICI ROSA (di cui si parlerà dopo)

3.  IN SEDE DI RECEPIMENTO DELLA CONVENZIONE SI RAFFORZA LA TUTELA DELLA VITTIMA FUORI E DENTRO IL PROCESSO (decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito in legge 15 ottobre 2013, n. 119, recante: “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonche' in tema di protezione civile e di commissariamento delle province”
1.    si prevede la possibilità di applicare la misura cautelare coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare anche al di fuori dei limiti previsti dall’art. 280 c.p.p. (ossia solo quando si proceda per delitti per i quali sia prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni) (cfr. art. 282 bis, ult. co. c.p.p.);
2.    si sancisce l’arresto obbligatorio nei confronti di colui che sia colto nell’atto di commettere i reati di maltrattamenti e di stalking (art. 380, comma 2, lett. l ter, c.p.p.);
3.    avverso quei soggetti che siano colti in flagranza di gravi reati è consentita l’applicazione della misura pre-cautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 384 bis c.p.). Tra l’altro, i destinatari del suddetto provvedimento potranno essere controllati attraverso il braccialetto elettronico o altri dispositivi elettronici;
4.    nel caso di atti persecutori, è possibile disporre dello strumento delle intercettazioni telefoniche (art. 266, comma 1, lett. f quater, c.p.p.);
5.    si amplia l’accesso al patrocinio gratuito per le donne che abbiano subito atti persecutori, maltrattamenti o mutilazioni genitali (prima limitato ai soli reati di violenza sessuale, pedofilia, pedopornografia e tratta di esseri umani).


Ulteriori profili di novità:
-     si introduce l’irrevocabilità della querela per il delitto di stalking, sia pure limitatamente ai casi più gravi (art. 612 bis, ult. co., c.p.);
-     si inasprisce il trattamento sanzionatorio per gli autori di violenze attraverso l’introduzione di nuove aggravanti. tra cui il formale riconoscimento, sotto il profilo giuridico, alla c.d. violenza assistita, riscontrabile tutte le volte in cui la violenza a danno di familiari sia realizzata in presenza di minori, costretti ad assistervi;
-     viene estesa anche alla c.d. violenza domestica la misura preventiva, già contemplata per lo stalking, dell’ammonimento del questore, cui può aggiungersi la sospensione della patente da parte del prefetto. Il questore è, poi, tenuto ad informare l’ammonito sull’esistenza di centri di recupero e di servizi sociali disponibili sul territorio e a garantire la segretezza delle generalità della vittima (art. 3, d.l. n. 93/2013, conv. in l. n. 119/2013).


  
RECEPIMENTO DIRETTIVE
TUTELA AL PASSO CON EUROPA

d. Lgs. n. 24 del 4 marzo 2014: recepimento della direttiva 2011/36/UE relativa alla prevenzione e repressione della tratta esseri umani e protezione vittime.
Art. 1: ampliamento della definizione di vulnerabilità sulla base di una valutazione individuale della vittima in cui rientrano minori (anche stranieri non accompagnati), anziani, disabili, donne (in particolare se in gravidanza), genitori singoli con figli minori, persone con disturbi psichici, persone che hanno subito gravi forme di violenza fisica e psicologica.


d. lgs. n. 212 del 2015: recepimento della direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato.
La novità sta nel potenziamento delle garanzie processuali delle persone offese di pari passo con la definizione di vulnerabilità della vittima in base alle sue condizioni soggettive (non solo età e sesso ma anche la condizione di dipendenza affettiva dall'autore del reato o la difficoltà con la lingua italiana) ed alle modalità del fatto (violenza, odio razziale o tratta degli esseri umani).

Quanto prima interviene l'accertamento della condizione di debolezza e di difficoltà della vittima tanto più efficaci saranno le misure di tutela da adottare: ciò consente la libertà di espressione della vittima nel processo e una prevenzione ancor più incisiva nei confronti delle situazioni di vittimizzazione c.d. secondaria.

Conseguenze:
-prendere parte al processo senza dover scontare le conseguenze negative derivabili da una sua testimonianza.
-modifica dunque la disciplina dell’incidente probatorio e della prova testimoniale attraverso modalità protette, disponendo l’applicazione delle specifiche tutele ivi previste in tutti casi in cui si proceda all’esame di una vittima vulnerabile.


LEGGE EUROPEA n. 122 del 7.7.2016
ISTITUZIONE DEL FONDO VITTIME REATI INTENZIONALI VIOLENTI

Siamo giunti al termine del percorso per dare piena attuazione alla direttiva comunitaria 2004/80/CE del 29 aprile 2004 con l’obiettivo di garantire una tutela indennitaria effettiva a favore delle vittime di tutti i reati intenzionali violenti.
Anche se nel nostro ordinamento non mancano gli strumenti di tutela è giunto il momento di un intervento “di chiusura” per superare il carattere frammentario della legislazione vigente, che prevede singole forme di ristoro per le vittime di particolari reati (di mafia e terrorismo, criminalità organizzata, estorsione e usura)

Il diritto all’indennizzo spetterà – in assenza di disposizioni più favorevoli – alle vittime di reati dolosi commessi con violenza alla persona (incluse le percosse e le lesioni personali se in forma aggravata) e del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato).

All’erogazione dell’indennizzo a favore delle vittime dei reati intenzionali violenti sarà infatti destinato il Fondo di rotazione adesso unificato a quello di solidarietà alle vittime dei rati di tipo mafioso, delle richieste estorsive ed usura che ferma restando l’attuale dotazione sarà alimentato, a partire dal 2016, dall’ulteriore contributo di 2.600.000 euro annui.

D. Lgs. n. 80 del 15 giugno 2015 (c.d. Jobs Act) recante il c.d. congedo retribuito per le donne vittime di violenza alle donne per un periodo massimo di tre mesi. Per le lavoratrici inserite in percorsi di protezione relativi alla violenza alle donne, sia dipendenti (pubbliche e private) sia collaboratrici a progetto, il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo massimo di tre mesi, senza perdere lo stipendio e continuando a maturare i contributi, come avviene per le dipendenti in maternità.

Legge di stabilità 2016 continua percorso in termini di prevenzione istituendo, nelle aziende sanitarie e ospedaliere, un percorso di protezione denominato « Percorso di tutela delle vittime di violenza”, finalizzato a tutelare le persone vulnerabili vittime della altrui violenza, con particolare riferimento alle vittime di violenza sessuale, maltrattamenti o atti persecutori (stalking).
        CODICE ROSA: Interventi di accoglienza presso le strutture sanitarie e attivazione dei percorsi opportuni di uscita dalla violenza. CRITICITA’: non tutte le strutture l’hanno istituito e ove sussistono v’è una notevole eterogeneità di applicazione sul territorio nazionale.
ATTENZIONE: le strutture ospedaliere e, in particolare modo, dei “Pronto Soccorso”, non dialogano informaticamente fra di loro e, di conseguenza, se una donna si presenta in più ospedali della stessa o di altra città dopo aver subito violenze fisiche, il sistema nazionale non rileva affatto la pluralità e sistematicità delle condotte criminose e, di conseguenza, reati al pari dei  “maltrattamenti in famiglia” ex art. 572 c.p. (reato abituale, che implica la reiterazione cadenzata nel tempo di singole azioni o omissioni penalmente e non penalmente apprezzabili), non “scattano” per assenza di collegamento fra i molteplici comportamenti delittuosi che, pertanto, rimangono “formalmente” singoli ed episodici e, pertanto, non punibili o punibili meno gravemente.

Legge di stabilità 2017: prevede nuovi fonti di alimentazione per indennizzo a favore delle vittime nel senso che i proventi delle sanzioni pecuniarie civili (quelle da depenalizzazione) non andranno più alla Cassa delle Ammende ma al Fondo. 

Legge di bilancio 2018: in corso di esame nell'Aula del Senato.

Disegno di legge – già approvato alla Camera ed attualmente all’esame del Senato – volto ad introdurre disposizioni in favore degli orfani (c.d. doppiamente orfani) per crimini domestici, in cui si prevede, tra l’altro, la modifica dell’art. 577 c.p. in relazione alle aggravanti del reato di omicidio, con la previsione della pena dell’ergastolo ove commesso in danno del coniuge o della persona comunque legata al reo da relazione affettiva.

Dall’analisi appena condotta emerge come il nostro sistema penale e processuale abbia raggiunto un elevato grado di conformità agli standard europei nell’azione di contrasto al fenomeno della violenza alle donne e contempli un ventaglio di misure repressive e di tutela delle vittime, nel processo, assolutamente adeguato.

IL PRIMO PASSO NORMATIVO

IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ha sottoscritto ACCORDO con l’Associazione RETE DAFNE Onlus nel mese di settembre, finalizzato alla mappatura dei servizi di assistenza alle vittime esistenti sul territorio nazionale. Il Protocollo nasce dalla volontà di dare piena attuazione nell’ordinamento interno alla normativa europea in tema di assistenza alle vittime di reato e, in particolare, alla citata Direttiva UE/29/2012, che prevede, tra l’altro, che gli Stati membri istituiscano un servizio nazionale di assistenza alle vittime di reato. L’operatività del Protocollo consentirà al Ministero di disporre di un quadro compiuto ed esaustivo non solo della rete dei servizi di assistenza presenti sul territorio, ma anche delle migliori prassi esistenti, così da poterne promuovere la diffusione ed assicurare alle vittime di reato, e della violenza alle donne in particolare, livelli di assistenza adeguati, uniformi e all’altezza degli standard europei.

IL MINISTERO DELLA SALUTE ha collaborato alla definizione delle Linee guida nazionali per l’istituzione, in tutti i presidi di pronto Soccorso delle aziende sanitarie e ospedaliere, di un percorso di protezione a tutela delle persone vittime dell’altrui violenza, con particolare riferimento alle vittime di violenza sessuale, maltrattamenti o atti persecutori, denominato “Percorso di tutela delle vittime di violenza”.


Il carattere sempre più violento della pornografia online, soprattutto quella mainstream, secondo molti studi contribuisce alla creazione di un’idea di normalità nei confronti dei rapporti di coppia violenti, soprattutto tra i più giovani. La transnazionalità del web permette a case pornografiche di “esonerarsi” dal rispetto di norme per tutelare attrici di film pedopornografici semplicemente scegliendo di girare i film in Paesi dove le tutele sono minori oppure non esistono.


POSSIBILI PASSI SUCCESSIVI


1. CIRCOSCRIVERE ACCESSO AI RITI ALTERNATIVI per crimini a sfondo sessuale:

·       patteggiamento già escluso per prostituzione minorile, turismo minorile, pornografia minorile, violenza sessuale.

·       abbreviato: ddl AC 4376 all’esame presso la Commissione giustizia della Camera del deputati esclude abbreviato per varie forme di omicidio tra cui quello aggravato perché commesso nelle condizioni di cui all'art. 612 bis (atti persecutori commessi da chi è legato da relazioni affettive con la persona offesa).

2.    RIDURRE DURATA PROCESSI VIOLENZA.
3.    ALLUNGARE TEMPI PRESCRIZIONE REATI DI VIOLENZA ALLE DONNE E A SFONDO SESSUALE

4.    CIRCOSCRIVERE ACCESSO AL RICORSO IN APPELLO
5.    RAFFORZARE PREVENZIONE SENSIBILIZZAZIONE EDUCAZIONE



Come diceva Martin Luther King
“La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione”





Fabrizio Giulimondi